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Sterlina, la BoE “spinge” al ribasso le quotazioni

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Scivolone parziale per la sterlina britannica, che nella giornata di ieri ha compiuto un passo indietro sia nei confronti del dollaro statunitense, passando da 1,34 a 1,33 GBP/USD sia nei confronti di euro, passando da 0,83 a 0,84 EUR/GBP. I dati di produzione industriale di luglio sono stati leggermente migliori delle attese, ma a pesare è evidentemente stato un altro elemento, rappresentato parzialmente dall’ampia contrazione nel manifatturiero, in linea con il calo del PMI sotto quota 50.

Ad ogni modo, considerando che anche alla luce dell’ampio rimbalzo del PMI in agosto è molto probabile che i dati migliorino già dal mese successivo, appare altresì evidente come la principale determinante di tale flop sia da ricercarsi in un altro elemento e, in particolar modo, dall’audizione di Carney, molto attesa per poterne valutare la sostanza e i toni.

Ebbene, gli spunti non sono mancati certamente. Carney ha infatti affermato che la Bank of England ha margine per poter ampliare lo stimolo monetario se necessario, sia in termini di tassi che in termini di quantitative easing. Il mercato ha reagito solo in base a tali dichiarazioni, ma l’intervento del governatore della Bank of England è stato in realtà molto più articolato e soprattutto ricco di spunti “positivi” che avrebbero dovuto esser colti in misura più incisiva.

Di fatti, Carney ha da una parte pienamente riconosciuto che dai dati recenti è emersa un’economia domestica più forte di quanto la banca centrale si aspettasse a ridosso del voto di giugno (il riferimento è alla Brexit dello scorso 23 giugno) e che parte di questo miglioramento è certamente da attribuirsi alle tempestive misure adottate dalla Bank of England, che si è dunque auto-attribuita una buona parte dei meriti.

Non solo. Nelle sue dichiarazioni Carney ha anche affermato che proprio grazie all’azione della banca centrale il rischio di recessione si è affievolito, ed ha precisato come gli interventi attuati finora stanno già producendo risultati positivi sull’economia reale, ma l’effetto pieno si dispiegherà nei prossimi mesi. In ragione di queste indicazioni favorevoli, dunque, è possibile che la sterlina possa riprendersi più di quanto previsto in passato già sul breve termine contro il dollaro statunitense e contro l’euro e che un deprezzamento oltre i minimi recenti possa essere evitato anche al di là del breve se i dati non deluderanno.

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