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Riunione BCE lascia invariato il quadro di deprezzamento dell’euro

euro-dollaro

Il segnale al mercato che arriva dall’ultima riunione BCE è che la Banca Centrale Europea pronta ad offrire condizioni accomodanti per un periodo più lungo del previsto (dicembre 2017 anziché settembre 2017), lasciando così inalterato anche il quadro di possibile impatto svalutativo per l’euro.

Il cambio EUR/USD è così ancora visto scendere verso 1,05 a un mese e 1,08 a 3 mesi, mentre sul lungo termine il cambio dovrebbe riequilibrarsi a 1,10 – 1,13 nel secondo semestre del prossimo anno. Il dollaro vive intanto una condizione di forza, in attesa del rialzo tassi Fed previsto per giovedì.

L’attesa per il probabile rialzo dei tassi Fed il prossimo 14 dicembre spinge infatti la valuta verde su livelli record. Per la sterlina, il focus sarà sull’Alta Corte e sulla BoE del 15 dicembre: escluso un nuovo taglio dei tassi, nelle ultime settimane gli operatori sui cambi hanno iniziato a dare maggior credito a uno scenario caratterizzato da meno strappi e tensioni con l’Unione Europea di quanto si temesse nel post-referendum, confermando una certa stabilità della sterlina.

Ultima riunione della Boj per il 20 dicembre, ma in questo caso appaiono minime le attese d’intervento espansivo. La spinta rialzista dello yen è stata contrastata solo dalla forza del dollaro, nonostante un clima di generale avversione al rischio.

Sul fronte commodity, invece, raggiunto al vertice di Vienna l’accordo tra paesi OPEC e nonOPEC sui tagli alla produzione di petrolio. La riduzione sarà di 558.000 barili al giorno, livello leggermente inferiore al taglio di 600.000 barili giornalieri previsto in origine. Oltre alla Russia, che ha confermato la riduzione di 300.000 barili al giorno, e all’Oman, che fin dall’inizio dei negoziati aveva assicurato il proprio appoggio a tal fine, tra i grandi produttori non OPEC che si sono mossi in senso positivo si segnala il Messico e il Kazakhstan.

Gli altri paesi non-OPEC che hanno promesso di contribuire – con tagli di varia entità – sono Azerbaijan, Bolivia, Brunei, Guinea Equatoriale, Malesia, Sudan e Sud Sudan. I Paesi dell’OPEC hanno concordato di dare vita ad un comitato di alto livello con il compito di monitorare la produzione di petrolio sia dei paesi del cartello che dei produttori impegnatisi nel taglio.

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