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Opzioni azioni, come investire nello scenario Trump

L’avvento di Donald Trump in qualità di nuovo presidente degli Stati Uniti complica – e non poco – l’interpretazione del trend che i mercati finanziari potranno avere nei prossimi mesi.

Ma come poter valutare questo evento per i propri investimenti sul territorio europeo e su quello americano?

Cominciamo con il ricordare che l’andamento dei settori europei post-elezioni ha rispecchiato fin da subito la strategia di politica economica del candidato repubblicano americano.

Come noto, infatti, Trump è favorevole a una politica energetica tradizionale fondata sull’impiego di combustibili fossili: quanto basta per poter garantire il fatto che la migliore performance su base settimanale sia stata messa a segno proprio dai comparti delle Risorse di Base ed Energetico. Mentre risultano penalizzati tutti i titoli legati alle energie rinnovabili e in particolar modo le Utility.

Su queste ultime pesa anche la prospettiva di rialzo dei tassi di interesse. Il comparto Auto risulta penalizzato dalla politica protezionista da parte della futura Amministrazione USA, in quanto le principali società europee hanno produzioni consistenti in Canada e Messico e temono l’impatto negativo sul NAFTA.

Chi invece sembra trarre vantaggio dall’attuale situazione sono le società del settore Farmaceutico in quanto la vittoria dei democratici avrebbe portato una regolamentazione dei prezzi dei farmaci. Un altro settore europeo, che ha chiuso la scorsa ottava con segno positivo, è quello del Costruzioni e Cemento che trarrà vantaggio dalla politica economica espansiva con rilancio degli investimenti in infrastrutture.

Naturalmente, il condizionamento principale appare essere sul territorio a stelle e strisce. Qui l’attenzione degli analisti è per lo più concentrata sul fatto che la futura politica economica di Trump, impostata su un aumento della spesa pubblica per sostenere la crescita economica, favorisce i settori ciclici come le Costruzioni e quelli legati alle materie prime utilizzate nella realizzazione di infrastrutture.

Dopo aver registrato un nuovo minimo dallo scorso febbraio/marzo, l’indice settoriale Farmaceutico sviluppa un movimento di deciso recupero post-elezioni: il venire meno del rischio di norme che possano calmierare i rezzi dei medicinali, come inserito del programma della Clinton, favorisce gli acquisti sul settore.

Ulteriori allunghi sono registrati dai Finanziari, che beneficiano oltre che del contesto di forti rialzi dei tassi di mercato anche dell’attesa che la nuova Amministrazione possa deregolamentare il settore. Di contro, la volontà di potenziare il comparto tradizionale dell’Energia a discapito delle fonti rinnovabili penalizza in particolar modo le Utility.

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