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Nuovi dati in arrivo sui settori industriali

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In una settimana che non si rivela particolarmente ricca di spunti per quanto concerne il calendario macro europeo, non mancano comunque le opportunità interessanti per poter sfruttare un po’ di margini di analisi fondamentale.

Come anticipato, pur nella mancata ricchezza di dati a nostra disposizione, la metà dell’attuale settimana sarà comunque caratterizzata dall’uscita di qualche dato di rilievo per quanto attiene i settori industriali. A cominciare, magari, dalle notizie che arriveranno dalla Germania, dove gli ordini all’industria dovrebbero recuperare parte del calo del mese precedente, e avanzare di 2,2 punti percentuali su base mensile a maggio. Qualora il dato venisse realmente confermato, tale elemento statistico finirebbe con il lasciare gli ordini in rotta per un aumento di 0.8 punti percentuali su base trimestrale a giugno, per un identico ritmo rispetto a quanto verificato nel corso del primo trimestre.

Qualche notizia dovrebbe inoltre arrivare dalla Spagna, dove è previsto che la produzione industriale a maggio possa aumentare di 0,4 punti percentuali su base mensile dopo aver stagnato ad aprile, stando alle indagini di clima di Banca di Spagna che mostrano una certa stabilità del morale e un aumento della produzione nel mese. La variazione annua destagionalizzata rallenterebbe a 2,4 punti percentuali da 2,7 punti percentuali. Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in rotta per un aumento di 1,0 punto percentuale su base trimestrale nel trimestre in corso da 0,2 punti percentuali su base trimestrale.

Qualche spunto in più dovrebbe infine arrivare dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Negli Stati Uniti avrà infatti luogo la pubblicazione del dato sulla bilancia commerciale, che dovrebbe registrare un peggioramento – pur lieve – del deficit già riscontrato ad aprile (e forse in grado di sforare i 40 miliardi di dollari). Si avrà altresì la pubblicazione dell’ISM non manifatturiero, che a giugno è invece previsto in lieve incremento rispetto ai dati che furono stati riscontrati nel mese di maggio.

Infine, per la giornata di mercoledì è attesa la pubblicazione dei verbali del FOMC di giugno da parte della Fed. Rispetto ad altre pubblicazioni, ci sembra che l’impatto di questa diffusione possa essere notevolmente inferiore, visto e considerato che la pubblicazione riguarda un FOMC avvenuto prima del referendum del 23 giugno, che la Brexit potrebbe avere mutato le considerazioni di base del Comitato (dunque, sarà molto più interessante leggere le considerazioni post FOMC di luglio).

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