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Forex trading, euro tra dati macro e un occhio alla BoE

Nonostante i dati di produzione industriale molto negativi in luglio (solamente quelli italiani sono sembrati essere migliori delle attese, mentre quelli francesi e tedeschi hanno fallito completamente le stime), l’euro si è ripreso dal calo del giorno precedente salendo da 1,1211 a 1,1274 EUR/USD. Ad ogni modo, non è certo quel che si potrebbe definire come un movimento di grande rilevanza, tanto da confermare il range stretto dell’ultima settimana in area 1,12 EUR/USD e che è probabilmente anche in fase di riassorbimento.

Per questo motivo, conviene certamente lanciare lo sguardo al futuro di brevissimo termine, a metà tra i nuovi dati macro e quel che farà la BoE. Per quanto concerne i primi, oggi sarà pubblicata la stima finale dell’inflazione di agosto, che nella prima lettura aveva mostrato una stabilizzazione del tendenziale a 0,2 per cento. Le attese sono per una riconferma di questo numero, per cui i dati più importanti per il cambio saranno oggi quelli statunitensi. In caso di sorprese favorevoli si dovrebbe osservare un test della base a 1,1200 EUR/USD.

Per quanto invece attiene l’attesissima riunione della Bank of England, l’istituto monetario britannico dovrebbe lasciare i tassi invariati a 0,25 punti percentuali dopo il taglio di agosto, così come pure i termini del programma di acquisti. In entrambi i casi la decisione dovrebbe essere unanime, e saranno supportati non tanto dall’assenza di margini di intervento (affatto: sono ancora molto rilevanti), quanto dalla preferenza di Carney & co. di comprendere in maggior dettaglio quale sarà l’effetto delle proprie misure (finora, efficacissime) sul medio termine. Il tema chiave sarà la valutazione dell’impatto di Brexit sull’economia domestica. Finora i dati hanno mostrato un impatto modesto, cosa che Carney ha rilevato nell’audizione della settimana scorsa. È probabile che la BoE rilevi anche l’effetto positivo del deprezzamento della sterlina e che ripeta che i dati recenti mostrano come la pronta azione della BoE abbia affievolito i rischi di recessione.

Per quanto attiene la conseguente evoluzione del cambio, è possibile che lo scenario di cui sopra possa permettere alla sterlina di consolidare a 1,32 GBP/USD, quindi al di sopra dell’importante soglia di 1,30 GBP/USD. L’upside potrebbe tuttavia rimanere ancora compresso perché la BoE ripeterà in ogni caso di essere pronta ad ampliare ulteriormente lo stimolo monetario se il quadro dovesse indebolirsi.

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