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Terminata la settimana dedicata alle banche centrali, conclusasi con un sostanziale nulla di fatto (Bce, Fed e Boj hanno rinviato tutti a settembre) è giunto il momento di rituffarsi nel calendario macro con gli appuntamenti dei prossimi giorni, che permetteranno un comodo esordio di un mese di agosto che sarà contraddistinto da lavori di preparazione per quel che poi accadrà a settembre, un mese che – salvo sorprese negative – si preannuncia come periodo di opportuno rilancio.

Andando con ordine, la concentrazione sull’area euro sarà principalmente sui dati di produzione industriale di giugno. In tal senso, gli analisti si attendono un recupero sia in Spagna (+0,4 per cento su base mensile) che in Italia (dove il recupero sarà di entità più lieve, e compreso tra 0,1 e 0,2 per cento su base mensile). Il recupero non dovrebbe comunque essere talmente significativo da poter spostare le attese di un rallentamento del PIL nel trimestre primaverile rispetto a inizio anno, come ampiamente prevedibile. Per quanto concerne gli altri dati in orbita area euro, ricordiamo come le vendite al dettaglio dovrebbero registrare un calo di 0,3 per cento su base mensile a giugno lasciando la dinamica trimestrale in semi stagnazione.

Sicuramente più importante sarà la settimana di dati sul calendario macro economico degli Stati Uniti. Qui le principali informazioni arriveranno dall’employment report di luglio, che dovrebbe registrare un incremento di occupati di circa 150 mila e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione al 4,8 per cento. Se così fosse, sarebbero praticamente dimenticati gli scivoloni dei dati apparsi qualche mese fa, dimostrando agli scettici che – inoltre, la flessione era stata ricondotta esclusivamente a un rallentamento fisiologico all’interno di un trend più ampio e vivace, e influenzata da fattori non ripetibili (sciopero Verizon).

Invece, gli indici ISM dovrebbero correggere modestamente a luglio dopo gli ampi aumenti visti a giugno sia nel manifatturiero sia nei servizi. A giugno, la spesa in costruzioni è infine prevista in rialzo dopo due mesi di debolezza e la bilancia commerciale dovrebbe registrare una modesta riduzione del deficit.

Come intuibile, eventuali forti delusioni dei dati statunitensi potrebbero rinvigorire parzialmente la forza dell’euro, che tuttavia prevediamo ancora in un’ottica di prolungata debolezza, potenzialmente accentuata a settembre, quando diverrà ancora più palese la divergenza di politiche monetarie tra Fed e Bce.

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