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Fed, attesa per la pubblicazione dei verbali

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Cresce l’attesa per la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di fine luglio. I verbali della Federal Reserve dovrebbero comunque mostrare un consenso diffuso sulla valutazione generalmente positiva del mercato del lavoro e delle prospettive di crescita moderata dell’economia. In particolar modo, affermano gli analisti, il Comitato dovrebbe indicare che i dubbi sulla sostenibilità della ripresa sono diminuiti e che le risorse inutilizzate continuano a ridursi, mentre l’inflazione risale gradualmente. Dunque, un quadro abbastanza positivo, con messaggi e affermazioni che potrebbero essere ben compatibili con un possibile rialzo a settembre, sebbene condizionato all’evoluzione dei dati economici domestici e delle condizioni economiche e finanziarie globali.

Pertanto, nell’assenza di shock esogeni e di un significativo apprezzamento del dollaro (che nelle ultime settimane si è evidentemente indebolito nei confronti di yen e di euro) la Federal reserve dovrebbe essere segnalare una fiducia crescente nell’appropriatezza di un rialzo in tempi brevi, anche se difficilmente si verificherà qualche concreta modifica nel corso della riunione del mese di settembre, lasciando invece aperti i margini per un rialzo nell’ultima parte dell’anno.

Di fatti, i verbali dovrebbero altresì continuare a rilevare generalizzata incertezza riguardo al punto di arrivo del sentiero dei tassi, oltre che della sua consistenza e frequenza. A ciò si aggiunga che i dati delle ultime settimane, e in particolare quelli sui prezzi al consumo recentemente pubblicati, potrebbero aver rafforzato le convinzioni delle ‘colombe’, concretizzate poi in un nulla di fatto sul fronte di un ritocco dei tassi nel mese di settembre.

Già nei giorni scorsi, un membro del comitato, John Williams (S. Francisco Fed) ha pubblicato una lettera in cui sostiene che l’eccesso globale di risparmio rende più difficile mantenere la stabilità economica e la stabilità dei prezzi, e che è necessario adottare politiche adatte al nuovo regime. Secondo Williams, ricordava un’analisi di Intesa, ciò richiede più investimenti pubblici in infrastrutture, formazione e ricerca, un uso più attivo di politiche fiscali anti-cicliche “che lavorino di pari passo con la politica monetaria”, l’abbandono degli obiettivi di inflazione in favore di obiettivi flessibili sul livello dei prezzi o sul PIL nominale. Alcuni altri membri non sono di simili opinioni: Lockhart dell’Atlanta Fed, non votante nel 2016, ha ad esempio affermato che le prospettive attuali giustifichino un serio dibattito sull’opportunità di alzare i tassi subito, e non esclude due rialzi nel 2016. Per Dudley (vicepresidente Fed), il miglioramento dell’economia dovrebbe consentire di alzare i tassi entro fine anno.

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