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Euro, torna a crescere l’inflazione

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Nel mese di maggio, ultimo periodo al quale riusciamo a trarre una stima ufficiale, si è registrata una modesta riduzione per l’avanzo della bilancia commerciale della zona euro, che è sceso da 25,4 miliardi di euro a 24,5 miliardi di euro. È invece decisamente più debole delle attese il dato sulla produzione industriale di maggio che, dopo i diffusi rallentamenti a livello nazionale, ha segnato una visibile contrazione di -1,2 punti percentuali su base mensile, e corregge dopo il forte incremento di aprile, che è stato invece rivisto al rialzo.

Dunque, torna a tenere banco il tema dell’inflazione, una delle grandi paure dei macroeconomisti europei, che non hanno mai dimenticato lo spettro imperante della deflazione. Per quanto concerne le ultime previsioni, le stime finali per l’inflazione europea in giugno confermano il recupero già anticipato dalla stima flash che sancisce il ritorno alla crescita per l’indice headline da -0,1 punti percentuali a +0,1 punti percentuali su base annua. Il dettaglio della pubblicazione rivela come l’accelerazione sia stata in gran parte guidata dalla componente energetica ed in particolare dal petrolio. In termini di singole voci, l’aumento di carburanti e lubrificanti (pari al 2,8 per cento su base mensile in giugno) ha contribuito per 0,13 punti percentuali alla variazione del CPI finale, mentre la variazione dei prezzi delle Commodity ha aggiunto altri 0,05 punti.

È invece stata più modesta rispetto al dato headline, sottolineano gli analisti Intesa, l’accelerazione del CPI core, in aumento di un solo decimo di punto percentuale da 0,8 per cento a 0,9 per cento su base annua. In termini prospettici, inoltre, gli effetti positivi dell’aumento del prezzo del petrolio dovrebbero venir meno in luglio per lasciare spazio ad alcuni effetti base favorevoli derivanti dal confronto con i livelli dell’anno precedente. Si continua peraltro a vedere una dinamica sottostante piuttosto debole per l’inflazione, dati i livelli di crescita ancora modesti e l’assenza di pressioni significative dal lato dei salari – affermano ancora gli economisti.

Dunque, l’appuntamento con l’analisi sull’inflazione è legata al prossimo aggiornamento sullo stesso tema. Per il momento, l’obiettivo di condurre l’inflazione al di poco sotto il target BCE del 2 per cento sembra essere ancora molto lontano, ma nei prossimi mesi sarà comunque importante tenere traccia delle tappe di avvicinamento verso questa frontiera che potrebbe essere raggiunta nel medio termine.

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