AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

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Euro ancora in correzione sul dollaro

L’euro nelle ultime ore ha approfondito la correzione sul dollaro statunitense che è oramai in atto in misura quasi continuativa da lunedì scorso, toccando un minimo a 1,1002 EUR/USD.

I dati di produzione industriale dell’area hanno mostrato effettivamente un ampio e confortante rimbalzo, ma sostanzialmente gli elementi statistici sono risultati essere in linea con le attese, con appena un decimo di punto percentuale meno del previsto, e questo può aver contribuito a non agevolare un rimbalzo.

I rischi di una rottura tecnica – eventualmente solo temporanea – di 1,1000 EUR/USD sono dunque in misura crescente, e rimangono se viene avvalorata ulteriormente l’ipotesi di un rialzo Fed entro fine anno.

In tal proposito, come spesso avvenuto nel corso degli ultimi mesi, sembra pertanto che la sorte della valuta unica europea sia legata a doppio filo con quella statunitense, e che la seconda possa influenzare le quotazioni della prima in qualità di determinante principale.

Gli occhi saranno dunque interamente rivolti a quanto deciderà il Comitato della Fed in relazione alle politiche di gestione dei tassi di interesse di riferimento. I verbali FOMC che sono stati pubblicati poche ore fa hanno confermato come in seno al Comitato vi fosse un dissenso sulla opportunità di mantenere ancora fermi i tassi, invece che condurli in incremento, e che tutto lascia presagire che la maggioranza dei membri FOMC si orienteranno nei confronti di un imminente rialzo nelle prossime opportunità.

A questo punto, considerato che i dati macro in corso di pubblicazione sembrano essere sufficientemente confortanti, molto dipenderà dalle scelte politiche che sceglierà di realizzare il Comitato. In altri termini, considerando che il FOMC cade pochi giorni prima della tornata elettorale per le presidenziali statunitensi, bisognerà comprendere se – come in passato – il FOMC preferirà usare la riunione di novembre come transizione, oppure se potrà essere presa in seria considerazione l’ipotesi di sovrapporre i due eventi (rialzo tassi e elezioni), valutata la specificità del momento.

In linea di massima, il fatto che i sondaggi in esame diano in testa Hillary Clinton potrebbe fornire una mano di aiuto per poter sbloccare lo stallo e consentire un immediato rialzo, valutato che nella storia quando sono stati eletti dei candidati democratici, vi sono state minori ripercussioni (positive o negative) sui mercati azionari…

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