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Dollaro in stablizzazione, attesa per il discorso di Yellen

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Dopo le ottime giornate di inizio settimana, ieri il dollaro ha proseguito l’operazione di ritracciamento già iniziata lo scorso mercoledì.

Tuttavia, appare evidente come si tratti di un calo complessivamente modesto, che è frutto della necessità di stabilizzare le aspettative dopo l’ampio rafforzamento recente, che ha portato il dollaro su livelli massimi da qualche tempo a questa parte.

Archiviata con soddisfazione la fase di ripresa della valuta verde, molto importante sarà guardare al futuro a breve termine e, in particolare, al discorso di Yellen previsto tra poche ore. Se all’interno del discorso il numero 1 Fed confermerà le aperture degli altri membri Federal Reserve verso un rialzo dei tassi estivo (a giugno o a luglio), dati permettendo, il tutto potrebbe aiutare il biglietto verde a recuperare almeno parte del calo degli ultimi due giorni.

A proposito delle dichiarazioni dei membri Fed, proprio ieri Bullard ha dichiarato che gli importanti miglioramenti sul mercato del lavoro permettono di normalizzare la politica monetaria, aggiungendo che la Federal Reserve può modificare il ritmo dei rialzi in base agli sviluppi domestici e globali. Un cenno è stato prodotto anche nei confronti dell’oramai noto referendum UE nel Regno Unito (Brexit): in tal senso, Bullard ritiene che la sua portata a livello globale sia comunque inferiore rispetto a quanto si dica in generale, e che dunque non ci sono particolari timori in tal proposito. Interessante infine una sua osservazione sul dollaro: secondo lui infatti non è la divergenza in sé (tra la politica della Fed e quella delle altre banche centrali) che farà salire il dollaro.

Tra gli altri membri Fed, Powell ha detto che “un altro rialzo dei tassi potrebbe essere appropriato piuttosto presto”, indicando tuttavia che la presenza di rischi globali, fra cui il referendum inglese, suggerisce di “non avere fretta”. Tra i dati macro, oggi in calendario verrà pubblicata la seconda stima del prodotto interno lordo del primo trimestre, da cui si attende una revisione al rialzo. Anche questo dovrebbe agire a favore del dollaro. L’appuntamento chiave sarà comunque venerdì prossimo con l’employment report. A margine della pubblicazione di tale report sull’occupazione, la Federal Reserve dovrebbe poter disporre di tutti i dati utili per poter orientare proficuamente la propria strategia di politica monetaria, deliberando l’atteso nuovo rialzo dei tassi (il primo del nuovo anno).

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