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Dollaro australiano, la RBA taglia i tassi

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La Reserve Bank of Australia ha tagliato i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, portandoli al nuovo minimo storico di 1,75 per cento. Una decisione non scontata, considerato che il consenso era spaccato tra l’opzione di un taglio e quella di tassi fermi.

Nel motivare la sua decisione, la RBA ha dichiarato che le pressioni inflazionistiche si stanno rivelando più basse delle attese, e che l’inflazione si trova ormai sotto il limite inferiore della fascia obiettivo (2%-3%) da sei trimestri consecutivi, e la dinamica del cambio è sfavorevole. Negli ultimi tre mesi il dollaro australiano si è apprezzato del 15% contro il dollaro USA, del 10% contro euro, del 13% contro lo yuan: negli ultimi sei mesi ha recuperato 1/3 della correzione che aveva fatto nei dodici mesi precedenti.

Per quanto attiene le principali affermazioni della RBA, la banca centrale australiana ha affermato che le previsioni per la crescita globale sono state riviste leggermente verso il basso di recente e che a fronte di un miglioramento nelle economie avanzate c’è stato un peggioramento in quelle emergenti. In particolare, in Cina la crescita ha rallentato ulteriormente a inizio anno, anche se le azioni recenti delle autorità di politica economica stanno fornendo sostegno allo scenario di breve termine. I prezzi delle materie prime – segnalavano gli analisti ISP – sono saliti, ma vengono da cali che sono stati molto pesanti negli ultimi due anni.

In Australia la crescita si è rafforzata nel 2015 e i segnali sono tutti per una prosecuzione nel corso di quest’anno, ma forse a un ritmo più modesto rispetto alle attese. L’inflazione, infine, già molto bassa da molto tempo, nel 1° trimestre è stata ancora più bassa delle attese: il consenso si aspettava una stabilizzazione all’1,7% del trimestre precedente, e invece è scesa a 1,3%.

Attualmente, la previsione più probabile sul futuro del cambio, è quello di una possibile scesa del cambio nel frangente temporale di 1-3 mesi, considerando anche che un eventuale aumento dei tassi di interesse della Federal Reserve potrebbe contribuire a indebolire il dollaro australiano. Indicazioni più approfondite arriveranno solamente sul finire della settimana, quando la banca centrale australiana pubblicherà il comunicato della politica monetaria, con le nuove proiezioni di crescita e di inflazione.

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