AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

Aggiornamento Importante: Secondo la circolare CySEC C168 è fatto divieto ad ogni broker di promuovere Bonus sul deposito. Sulla scorta della nuova regolamentazione, ci teniamo a precisare che qualsiasi riferimento a bonus sul deposito all'interno delle pagine di questo blog non sono più da tenere in considerazione.

Consigliati 
logo anyoptionRendimenti fino
al 94%


Opzioni Bubbles

Visita AnyOption

iqoption_logo_miniDeposito minimo 10$

Trade minimo 1$


Visita Iqoption

Analisi dati macro Forex, indice IFO tedesco meglio del previsto

Broker forex: Market Maker, ECN e STP

Anche se la settimana, sul fronte macro, propone più spunti nella sua seconda metà, già negli scorsi giorni non sono mancati le utili basi di valutazione, in ambito euro. Per esempio, in Germania rileviamo come l’indice IFO sia calato meno del previsto a luglio, a 108,3 punti, dopo essere balzato a 108,7 punti nel precedente mese di giugno. Il dato è comunque superiore alle attese di consenso (107,5), con una flessione che sembra essere dovuta alla contrazione delle aspettative sui prossimi 6 mesi, che hanno corretto (ma meno del previsto) a 102,2 da 103,1 precedente; peraltro, l’indice resta al di sopra sia della media storica che dei livelli del primo semestre.

Lo stesso indice sostiene inoltre chela valutazione della situazione corrente è migliorata a sorpresa, a 114,7 da 114,6 (rivisto al rialzo da 114,5 precedente): si tratta del livello più elevato dell’ultimo anno. Il dettaglio per settore è misto: il clima economico corregge nel manifatturiero (a 9,8 da 10,9) e nel commercio all’ingrosso (a 11,8 da 15,1), ma migliora nel commercio al dettaglio (a 10,2 da 8) e soprattutto nelle costruzioni, dove l’indice, salendo per il quarto mese consecutivo (da 4,8 a 5,4), raggiunge un nuovo massimo storico da quando è disponibile la serie storica (dal 1991).

L’indice di clima nei servizi è migliorato a 27,6 da 27,3 precedente, mostrando, a differenza che per l’indice principale, un aumento delle aspettative (a 19,3 da 14,4) a fronte di una flessione nelle condizioni correnti (a 36,1 da 41). In sintesi, il dato conferma che l’impatto di Brexit sulla fiducia delle imprese nell’eurozona è stato, almeno per ora, meno accentuato del previsto: a luglio, la survey INSEE sulla fiducia delle imprese manifatturiere francesi è salita a sorpresa, e l’indagine PMI ha mostrato un aumento generalizzato in Francia (sia nel manifatturiero che nei servizi), mentre in Germania si è vista una flessione nel manifatturiero ma un aumento nei servizi (e nell’indice composito) – dichiara il comunicato Intesa. L’impatto potrebbe risultare più accentuato (vista la flessione del PMI eurozona) nei Paesi periferici (Italia e Spagna), su cui in effetti si sono concentrate maggiormente le tensioni sui mercati finanziari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *