Opzioni gas naturale in rialzo, aspettando le decisioni FOMC

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Negli ultimi giorni il gas naturale è salito di quotazione, con il contratto TTF sul primo mese che è passato da un minimo di 11,55 Eur/MWh a un picco di 12,95 Eur/MWh in chiusura di scorsa settimana, per poi flettere lievemente a 12,75 Eur/MWh, comunque in netto rialzo rispetto alla chiusura della precedente settimana di 11,85 Eur/MWh. Stesso trend per i contratti con chiusura 4Q16 e the Cal 17, con il primo che ha chiuso la settimana a 14,07 Eur/MWh da 13,65 Eur/MWh il venerdì precedente, e con il secondo che ha chiuso a 14,82 Eur/MWh da 14,60 Eur/MWh.

Forex trading, euro tra dati macro e un occhio alla BoE

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Nonostante i dati di produzione industriale molto negativi in luglio (solamente quelli italiani sono sembrati essere migliori delle attese, mentre quelli francesi e tedeschi hanno fallito completamente le stime), l’euro si è ripreso dal calo del giorno precedente salendo da 1,1211 a 1,1274 EUR/USD. Ad ogni modo, non è certo quel che si potrebbe definire come un movimento di grande rilevanza, tanto da confermare il range stretto dell’ultima settimana in area 1,12 EUR/USD e che è probabilmente anche in fase di riassorbimento.

Forex e materie prime, prevalgono i movimenti di cautela

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Sul fronte cambi, oggi il dollaro statunitense è tornato a ritracciare con una debolezza più marcata nei confronti dello yen giapponese. La motivazione è da ricercarsi principalmente nei commenti prudenti del membro Fed Lael Brainard (che tradizionalmente era contraddistinto da posizioni espansive), e che sembrano allontanare l’ipotesi di un rialzo dei tassi già la prossima settimana durante il FOMC del 21 settembre, confermando, di fatto, le attese di mercato che spostano l’intervento più sul fine anno, probabilmente dopo le elezioni presidenziali.

Sterlina, la BoE “spinge” al ribasso le quotazioni

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Scivolone parziale per la sterlina britannica, che nella giornata di ieri ha compiuto un passo indietro sia nei confronti del dollaro statunitense, passando da 1,34 a 1,33 GBP/USD sia nei confronti di euro, passando da 0,83 a 0,84 EUR/GBP. I dati di produzione industriale di luglio sono stati leggermente migliori delle attese, ma a pesare è evidentemente stato un altro elemento, rappresentato parzialmente dall’ampia contrazione nel manifatturiero, in linea con il calo del PMI sotto quota 50.

Opzioni petrolio, greggio ai massimi da un mese e mezzo

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Prosegue la nuova strada al rialzo del greggio, con il petrolio che al Nymex si porta sopra quota 48 dollari al barile, per un livello che è ai massimi delle ultime sei settimane. Insomma, dai minimi sotto quota 40 dollari al barile che sono stati toccati nel corso della seduta di negoziazione dello scorso 2 agosto, il petrolio ha potuto riprendere rapida quota, recuperando circa il 20 per cento, una soglia che per gli analisti ha un chiaro riferimento (bull). Ma per quale motivo le quotazioni del greggio sono tornate a impennarsi in maniera così consistente? E durerà?

Fed, attesa per la pubblicazione dei verbali

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Cresce l’attesa per la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di fine luglio. I verbali della Federal Reserve dovrebbero comunque mostrare un consenso diffuso sulla valutazione generalmente positiva del mercato del lavoro e delle prospettive di crescita moderata dell’economia. In particolar modo, affermano gli analisti, il Comitato dovrebbe indicare che i dubbi sulla sostenibilità della ripresa sono diminuiti e che le risorse inutilizzate continuano a ridursi, mentre l’inflazione risale gradualmente. Dunque, un quadro abbastanza positivo, con messaggi e affermazioni che potrebbero essere ben compatibili con un possibile rialzo a settembre, sebbene condizionato all’evoluzione dei dati economici domestici e delle condizioni economiche e finanziarie globali.

Nuovo calo per il dollaro su minore fiducia per rialzo Fed

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Nuovo calo per il dollaro statunitense, che sembra aver ha approfondito la flessione iniziata con minore incisività nella giornata di martedì scorso. Si noti, in merito, come il calo sia stato praticamente generalizzato, avendo riguardato non solamente l’euro e le principali valute di scambio, quanto anche le valute emergenti.

Forex, ecco quali saranno i principali market mover

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Terminata la settimana dedicata alle banche centrali, conclusasi con un sostanziale nulla di fatto (Bce, Fed e Boj hanno rinviato tutti a settembre) è giunto il momento di rituffarsi nel calendario macro con gli appuntamenti dei prossimi giorni, che permetteranno un comodo esordio di un mese di agosto che sarà contraddistinto da lavori di preparazione per quel che poi accadrà a settembre, un mese che – salvo sorprese negative – si preannuncia come periodo di opportuno rilancio.

Analisi dati macro Forex, indice IFO tedesco meglio del previsto

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Anche se la settimana, sul fronte macro, propone più spunti nella sua seconda metà, già negli scorsi giorni non sono mancati le utili basi di valutazione, in ambito euro. Per esempio, in Germania rileviamo come l’indice IFO sia calato meno del previsto a luglio, a 108,3 punti, dopo essere balzato a 108,7 punti nel precedente mese di giugno. Il dato è comunque superiore alle attese di consenso (107,5), con una flessione che sembra essere dovuta alla contrazione delle aspettative sui prossimi 6 mesi, che hanno corretto (ma meno del previsto) a 102,2 da 103,1 precedente; peraltro, l’indice resta al di sopra sia della media storica che dei livelli del primo semestre.

Euro, torna a crescere l’inflazione

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Nel mese di maggio, ultimo periodo al quale riusciamo a trarre una stima ufficiale, si è registrata una modesta riduzione per l’avanzo della bilancia commerciale della zona euro, che è sceso da 25,4 miliardi di euro a 24,5 miliardi di euro. È invece decisamente più debole delle attese il dato sulla produzione industriale di maggio che, dopo i diffusi rallentamenti a livello nazionale, ha segnato una visibile contrazione di -1,2 punti percentuali su base mensile, e corregge dopo il forte incremento di aprile, che è stato invece rivisto al rialzo.